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28 Aprile 2013

Il circuito del mare a Salina

Il circuito del mare a Salina - Appuntamenti nell'Isola - Capofaro Malvasia & Resort

Il lungo ponte dal 28 aprile al 1° maggio a base di vela e cinema, nel cuore delle Eolie. Parte domani a Santa Maria di Salina la prima tappa del Circuito del mare,questo grande spettacolo itinerante di vela, arte e cultura promosso da Almond Tree e Sicilian Sailing Week. Una kermesse che fino a settembre toccherà cinque capitali del mare siciliano, da Salina a Marsala (9-12 maggio), passando da San Vito Lo Capo (30 maggio-2 giugno) e Favignana (7-9 giugno)e gran chiusura a Palermo (11-15 settembre).

Si comincia con l’Eolian Sailing Week, la regata d’altura diventata un vero e proprio cult grazie al livello delle imbarcazioni in gara, alle acque profondissime e agli scenari mozzafiato regalati da questo incantevole campo di regate. Riservata alle classi Crociera e Gran Crociera, l’Eolian Sailing Week vedrà al via ben 63 barche al via, tra cui la ceca ThreeSisters, che ha scelto Salina per prepararsi al prossimo Campionato del Mondo. Due i titoli in palio: la Coppa dello Ionio e la Coppa delle Eolie ORC. A patrocinare la regata la Federvela e l’Uvai.

Ma il Circuito non è solo vela: lunedì sera alle 21, infatti, spazio al cinema con la proiezione dei documentariParadisolae‘O mare. Entrambe le opere portano la firma di WeCrossTheLine, crew di artisti palermitani da anni trapiantati in Belgio, che con questo progetto hanno voluto raccontare le Eolie attraverso gli occhi e le parole di chi ci vive. Personaggi come il francese Gisbert, protagonista di Paradisola, che 42 anni fa ha deciso di andare in vacanza a Filicudi e lì è rimasto. Ha scavato con le sue mani una grotta, trasformata nella casa in cui vive tutto l’anno, d’estate come in inverno. La sua “Paradisola”, per l’appunto, punto d’osservazione dell’universo. E di una umanità che ha deciso di negarsi il tempo di sognare.

Si resta nelle Eolie, ma stavolta a Stromboli, palcoscenico di ‘O mare. Qui i protagonisti sono i pescatori: li chiamano i vichinghi, la loro vita è scandita dal mare, dalla pesca e da “Iddu”. Con la loro barba bianca, le mani segnate dalle reti e gli occhi accecati dal sole, navigano. Ogni onda è una poesia. Il vulcano sorveglia su di loro, metafora di un mare placido che da un momento all’altro potrebbe trasformarsi in un campo di battaglia.